Charlie Byrd

14.04.2017

Charles Lee Byrd, più conosciuto come Charlie Byrd (Suffolk, 16 settembre 1925 - Annapolis, 2 dicembre 1999), è stato un chitarrista statunitense, noto per essere stato l'unico della sua epoca ad usare come strumento principale la chitarra classica invece della chitarra elettrica e per aver introdotto, insieme al sassofonista Stan Getz, i ritmi della bossa nova e della musica brasiliana nel jazz statunitense.

Charlie Byrd iniziò a suonare la chitarra da bambino sotto la guida del padre. A 10 anni iniziò a prendere lezioni di chitarra classica. Da adolescente già suonava in piccole formazioni della Virginia o a Washington mostrando notevole talento. Al Politecnico della Virginia suonò nella banda scolastica e durante la seconda guerra mondiale suonò in Europa nella banda dell'esercito.

Dopo la guerra, si stabilì a New York dove suonò con gruppi locali di jazz con il clarinettista Joe Marsala e con l'orchestra del pianista Freddie Slack.

Byrd ammirava i chitarristi jazz dell'epoca, tra i quali ovviamente Charlie Christian, ma aveva una predilezione per il genio francese Django Reinhardt che aveva conosciuto a Parigi durante la guerra e che l'aveva molto impressionato.

Dal blues a Bach

Nel 1950 Byrd tornò nella capitale per studiare la chitarra classica con il noto maestro Sophocles Papas. Come chitarrista si era sempre sentito limitato dalle sue capacità tecniche e dall'uso del plettro. Studiò a fondo teoria musicale e migliorò sensibilmente la sua tecnica strumentale. Nel 1954 si trasferì in Italia, a Siena, dove poté studiare per sei settimane con il grande Andres Segovia. In seguito studiò anche in Sud America e a Cuba.

Dopo aver approfondito e migliorato le sue conoscenze, Charlie Byrd formò il suo primo gruppo, un trio con contrabbasso e batteria. Con questa formazione trovò la sua dimensione ideale di solista e di concertista. Poté realizzare il suo sogno di mescolare senza ostacoli formali jazz, blues e musica classica.

I critici dell'epoca scrissero che Charlie Byrd era stato il primo a trovare una collocazione e un motivo di esistere alla chitarra spagnola (cioè flamenco o classica) nel jazz. Come diceva lui stesso, Byrd suonava di tutto, "dal blues a Bach".

La chitarra, nel jazz, era sostanzialmente ferma a Charlie Christian. Charlie Byrd, influenzato da Django Reinhardt e da Andrés Segovia cercava ancora una strada innovativa. L'idea di mescolare musica classica e jazz fu uno dei tentativi meglio riusciti, in quell'epoca, di dare una dimensione nuova al suo strumento.

Nella seconda metà degli anni cinquanta il trio di Charlie Byrd suonò regolarmente nell'area di Washington e realizzò diverse incisioni. La formula era sempre quella del concerto in stile classico con un repertorio di standard interpretati in chiave classica, jazz o, più spesso, mista. Al di fuori del trio, Byrd suonò anche brevemente nell'orchestra di Woody Herman.

Il jazz samba

Nel 1961, Charlie Byrd fu invitato a effettuare una tournée di 12 settimane in Brasile con il trio (di cui facevano parte all'epoca il bassista Keter Betts ed il batterista Buddy Deppenschmidt) per conto del Dipartimento alla Difesa statunitense.

Byrd conosceva già la chitarra sudamericana ed in particolare lo stile cubano, ma, arrivato a Rio de Janeiro, rimase colpito dal modo, del tutto nuovo, con cui i brasiliani suonavano: era la "batida" tipica della bossa nova inventata e resa popolarissima dal cantante e chitarrista João Gilberto. In Brasile conobbe e suonò con Gilberto, e fu molto impressionato dal talento non ancora espresso del chitarrista Baden Powell.

Tornato negli Stati Uniti, e dopo qualche tentativo andato a vuoto, nel 1962, Charlie Byrd riuscì a coinvolgere il sassofonista Stan Getz e il produttore Creed Taylor della Verve Records nella realizzazione del celebre album Jazz Samba.

Jazz Samba ebbe uno successo straordinario al punto di rilanciare la carriera di Stan Getz e di portare alla ribalta il chitarrista. Il disco è considerato il primo esempio dello stile musicale omonimo nel quale il jazz si fonde ai ritmi brasiliani della bossa nova e del samba vero e proprio. Fu anche l'inizio dell'invasione di musica brasiliana negli Stati Uniti.

Nel 1963 uscì Bossa Nova Pelo Passaros, disco in cui Byrd, approfittando del successo acquisito, esplorò con maggior convinzione la musica brasiliana e la musica latina accompagnarto da una orchestra di archi. Il disco divenne a sua volta un classico del genere e fu bissato poco dopo da Once More! Bossa Nova.

Dopo il successo clamoroso del disco con Getz, Charlie Byrd continuò a suonare sia musica classica che bossa nova, registrando diversi dischi da solo o con formazioni d'archi, potendo finalmente contare su un contratto discografico vantaggioso con la Columbia Records.

Nel 1973 formò un gruppo con i chitarristi Barney Kessel e Herb Ellis come The Great Guitars e con i quali realizzò moltissimi dischi e molte fortunate tournée.

In seguito incise anche con il chitarrista brasiliano Laurindo Almeida e con il sassofonista Bud Shank che, più di 20 anni prima, nel 1953, avevano già tentato, senza successo apprezzabile, di fondere la musica brasiliana con il jazz.

Nel 1974 Charlie Byrd scrisse anche un metodo di chitarra che ebbe una grande diffusione e divenne uno dei testi di riferimento per la chitarra jazz. Negli anni successivi intensificò la sua attività didattica pubblicando libri sulla tecnica chitarristica di tutti i generi (dal jazz, alla bossa nova, alle canzone natalizie, ecc.).

Sempre nel 1974 realizzò un disco con il chitarrista classico Aldemaro Romero contenente la fortunata Romance.

Un disco tra i più riusciti degli anni settanta è certamente Blue Byrd con nuove composizioni e un primo tentativo di abbandonare il cliché chitarra/orchestra del periodo Columbia Records.

Negli ultimi anni, ricevette premi e riconoscimenti sia in Brasile che nel suo paese per l'opera di diffusione della bossa nova e del jazz samba.

Charlie Byrd continuò a incidere e a suonare fino alla morte, dovuta a un tumore, il 2 dicembre 1999. Lasciò la moglie, Rebecca, due figli e una nipotina.

La sua ultima esibizione avvenne, solo pochi mesi prima della morte, il 18 settembre 1999 a Annapolis nel Maryland dove viveva.

da wikipedia

                                                                       

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