Chico Buarque, Giuseppe Ungaretti e Vinicius de Moraes

18.04.2017

Un'intervista a Gianni Mina':

Durante gli Anni '60 lei conobbe e intervistò alcuni dei brasiliani
esiliati dalla dittatura di allora. Ricordiamo una sua storica intervista in un ristorante romano dove, oltre al poeta Ungaretti, erano presenti Vinicius de Moraes e Chico Buarque de Hollanda, accompagnato da un giovane chitarrista... un certo Toquinho. Ci può descrivere l'atmosfera che si respirava durante quelle riunioni?
Ho imparato molto da questa gente, perché avevano un modo, malinconico e allegro allo stesso tempo, di vivere l'esilio. Parlavano del Brasile che avevano lasciato per sfuggire alla dittatura, degli arresti, delle torture, della gente che spariva, ma parlavano anche di donne, motori, calcio, samba...
C'era la grandezza di questi due grandi vecchi, Vinicius de Moraes e il suo amico Ungaretti. Li
univa la passione per le donne: l'ottantenne Ungaretti stava sempre mano nella mano con una fidanzata di trentatré anni e Vinicius -poeta poetinho e camarada come hanno scritto Chico e Toquinho nella canzone dedicata a lui- in quel momento era arrivato al quarto matrimonio (poi sarebbe arrivato a sette). Si parlava di poesia. Io ho conosciuto bene la poesia di Ungaretti, perché ne parlava Vinicius che l'aveva tradotta in portoghese, e viceversa Ungaretti aveva tradotto Vinicius in italiano.

                                                                                            

Foto: Giuseppe Ungaretti e Chico Buarque

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